Agevolazioni prima casa, l’erede può usufruirne anche su un immobile già in comproprietà

Agevolazioni prima casa, l’erede può usufruirne anche su un immobile già in comproprietà

Con la risoluzione 126/E del 17 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito cosa accade nel caso in cui, per effetto della successione, il coniuge quale unico erede diviene pieno proprietario di più immobili, siti nello stesso comune, in precedenza posseduti in comproprietà con il coniuge deceduto. Ebbene, può fruire dell’agevolazione prima casa, ai sensi dell’articolo 69, comma 3, della legge 342/2000, in relazione all’acquisto di uno dei predetti immobili.

Non risulta preclusiva alla fruizione dell’agevolazione la circostanza che prima del decesso del coniuge, il contribuente possedesse detti immobili in comproprietà con il de cuius, in quanto con la morte il regime della comunione viene meno. Cessato, dunque, il regime di comunione sugli immobili per effetto della morte del coniuge, il contribuente si trova nelle condizioni di poter dichiarare di non essere titolare in comunione con il coniuge di diritti sui predetti immobili.

Non risulta preclusiva neppure la circostanza che, per effetto della successione, il contribuente divenga proprietario esclusivo di detti immobili, in quanto la dichiarazione da rendere deve essere riferita a immobili diversi da quelli che, proprio per successione, vengono acquistati. La dichiarazione, quindi, non deve tenere conto di quei beni o quote degli stessi che vengono acquistati con la successione.

L’Agenzia delle Entrate precisa però che l’agevolazione può essere richiesta solo per l’acquisto di uno degli immobili caduti in successione, come a suo tempo specificato con la circolare 44/2001. Sulle rimanenti unità immobiliari, pervenute con la stessa successione, devono essere corrisposte le imposte ipotecaria e catastale nella ordinaria misura proporzionale.

Come spiegato da Fisco Oggi, il chiarimento è arrivato in risposta a un interpello proposto da un contribuente riguardo all’applicazione dell’agevolazione prima casa per le quote di uno degli immobili caduti in successione alla morte del coniuge. In particolare, il caso specifico riguarda un unico erede testamentario che possedeva in comunione con il coniuge tre immobili abitativi siti nello stesso comune.

Per effetto della successione, la quota parte dei predetti immobili appartenenti al coniuge defunto venivano devolute all’erede istante, il quale non aveva mai fruito delle agevolazioni prima casa.

In via preliminare, l’Agenzia richiama le disposizioni contenute nell’articolo 69, della legge 342/2000, che prevede, al comma 3, l’applicazione in misura fissa delle imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione non di lusso e per la costituzione e il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni e donazioni.

Dette imposte fisse si applicano quando in capo al beneficiario, ovvero in caso di pluralità di beneficiari in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione dall’articolo 1, comma 1, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro (legge 131/1986).

L’Agenzia sottolinea che il rinvio effettuato dal comma 3 alle case di abitazioni non di lusso deve essere inteso – dopo le modifiche normative apportate dall’articolo 10, Dlgs 23/2011, all’articolo 1 della tariffa, parte prima del Tur – riferito alle case di abitazione diverse da quelle appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Ai sensi del comma 4 dello stesso articolo 69, le dichiarazioni di cui alla nota II-bis dell’articolo 1 della tariffa, parte prima, sono rese dall’interessato nella dichiarazione di successione o nell’atto di donazione.

L’Agenzia ricorda quanto già chiarito con circolare 207/2000, ovvero che l’interessato, per poter beneficiare dell’agevolazione, deve rendere la dichiarazione della sussistenza delle seguenti condizioni:

  • di avere la residenza nel territorio del comune ove è ubicato l’immobile da acquistare o di volerla stabilire entro diciotto mesi dall’acquisto;
  • di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare;
  • di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni.

Tutte queste condizioni devono sussistere in capo al beneficiario al momento del trasferimento, che si realizza con l’apertura della successione.

Dunque, nella fattispecie in cui, per effetto della successione, l’erede diviene pieno proprietario di tre immobili siti nello stesso comune, in precedenza posseduti in comunione con il coniuge defunto, lo stesso può chiedere l’applicazione delle agevolazioni prima casa, ai sensi del citato articolo 69, consistenti nell’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa, in relazione all’acquisto di uno dei tre immobili.

Fonte : Fisco Oggi

Nuovo modello Rli, istruzioni per la registrazione dei contratti di locazione

Nuovo modello Rli, istruzioni per la registrazione dei contratti di locazione

E’ in vigore da martedì 19 settembre il nuovo modello RLI per la registrazione dei contratti di locazione. Vediamo quali sono le istruzioni per l’utilizzo e la compilazione del nuovo modulo messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Modello Rli a cosa serve

Il nuovo modello RLI deve essere utilizzato nei seguenti casi:

  • comunicazione dei dati catastali;
  • contestuale registrazione dei contratti di affitto dei terreni e degli annessi titoli Pac
  • registrazione dei contratti di locazione a tempo indeterminato
  • denunce relative ai contratti di locazione non registrati, ai contratti di locazione con canone superiore a quello registrato ai comodati fittizi
  • registrazione dei contratti di locazione con previsone di canoni differenti per le diverse annualità
  • ravvedimento operoso
  • comunicazione della non proroga o proroga tardiva dell’opzione di cedolare seccca
  • registrazione dei contratti di locazione con pertinenze concesse con atto separato rispetto all’immobile principale.

Modello Rli istruzioni 2017

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni per la compilazione del nuovo modello RLI, aggiornate al 6 settembre 2017.

PDF icon rli_istruzioni.pdf

In particolare, il modello è diviso per quadri:

  • quadro A “Dati generali”, nel quale sono contenuti i dati utili alla registrazione del contratto e gli adempimenti successivi
  • quadro B “Soggetti”, con i dati dei locatori e degli inquilini
  • quadro C “Dati degli immobili”, riguardante i dati degli immobili principali e delle relative pertinenze;
  • quadro D “Locazione ad uso abitativo e opzione/revoca cedolare secca”, contenente le informazioni relative al regime della cedolare secca;
  • quadro E “Locazione con canoni differenti per una o più annualità”, in cui possono essere indicati i diversi canoni di locazione pattuiti nel contratto per le successive annualità.

Modello rli in pdf

Ecco il modello pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate

PDF icon rli_modello.pdf

Fonte: Idealista.it

Consigli per scrivere un annuncio immobiliare efficace.

Consigli per scrivere un annuncio immobiliare efficace.

Riuscire a vendere o affittare una casa con successo e in breve tempo risulta essere talvolta impresa non facile, anche per chi dispone di anni di esperienza nel mercato immobiliare. Questo è dovuto da un lato all’alto livello di concorrenza, dall’altro al fatto che spesso ci si concentra più sui momenti successivi quali le visite alla proprietà, la compilazione di tutta la documentazione necessaria, la negoziazione, al punto da trascurare il primo e fondamentale passo, ovvero la creazione di un perfetto annuncio immobiliare.

Vuoi incrementare l’efficacia dei tuoi annunci immobiliari? Siamo qui, pronti ad offrirti dei consigli utili, che ti consentano di catturare l’attenzione di potenziali acquirenti, e dare quindi maggiore forza ed energia al tuo business.

Titolo del tuo annuncio immobiliare

Le statistiche parlano chiaro: solo una persona su cinque si sofferma a leggere l’intero annuncio dopo aver letto il titolo. Questo significa che l’utente, alla ricerca della casa dei suoi sogni, effettua una prima selezione degli annunci basandosi esclusivamente sul loro titolo. Ciò dimostra sicuramente la grande importanza del titolo degli annunci immobiliari, il quale risulta essere, assieme alle fotografie dell’immobile, il principale fattore in grado di suscitare interesse nel lettore.

Per fare in modo che il titolo sia più efficace possibile, è importante che questo contenga un messaggio adeguato ed in linea con le esigenze del target che hai preso a riferimento. In tale ambito possono certamente esserti d’aiuto le buyer personas, le quali ti permettono di personalizzare la comunicazione in base alle caratteristiche del cliente.

Un buon titolo deve senza dubbio contenere un beneficio, attuale o potenziale, per il lettore, ma oltre a questo deve contenere elementi o fattori insoliti e differenti, in grado di suscitare la curiosità del tuo pubblico.

Oltre a ciò, ricordati che non stai vendendo solo una proprietà, ma una vera e propria prospettiva di vita. Per questo è importante che il potenziale acquirente si senta già parte della casa, prima ancora di visitarla realmente. Anche per questo motivo è importante mandare il messaggio giusto alle persone giuste, in modo da incrementare l’efficacia dell’annuncio stesso, assieme a delle fotografie accattivanti ed interessanti.

Testo del tuo annuncio immobiliare

Hai ripulito, riordinato e riorganizzato la proprietà che vuoi vendere, in modo tale da poter scattare foto memorabili? Bene, tutte queste cose sono assolutamente molto importanti, al fine di vendere un immobile nel più breve tempo possibile. Ma non è tutto: queste immagini dovranno essere inserite all’interno di un annuncio immobiliare. Perciò, anche quest’ultimo, dovrà essere impostato in modo tale che possa suscitare l’attenzione del potenziale acquirente, da un lato grazie a immagini accattivanti, dall’altro lato grazie alla presenza di informazioni chiare ed esplicative.

Ecco di seguito una serie di consigli utili per la stesura di un annuncio immobiliare.

Ricordati di essere originale

Se vuoi scrivere degli annunci che riescano a differenziarsi e ad essere notati, non omologarti alla massa. Fare ciò che fanno gli altri, per paura di sbagliare, è il primo passo per finire nel dimenticatoio. In questo caso, infatti, la differenziazione e l’originalità sono fondamentali, poiché ti permettono di ottenere maggiore visibilità. Quindi il primo e più importante consiglio è: Pensa fuori dagli schemi!

Sii descrittivo…

Assicurati di comunicare, all’interno dell’annuncio, il reale valore e le tutte le potenzialità che la casa possiede. Numerosi annunci utilizzano un linguaggio troppo soggettivo invece di uno descrittivo, come ad esempio “amerai costruire i tuoi ricordi in questa stupenda casa”. Queste “informazioni” non hanno alcun valore per il potenziale acquirente, il quale vuole solo capire quali sono le caratteristiche specifiche della proprietà. Per questo motivo, fai una descrizione esaustiva dell’immobile, cercando di evidenziare le caratteristiche salienti, accompagnate da immagini adeguate.

Un’analisi condotta da Zillow, uno dei più importanti portali americani del settore Real Estate, ha messo in evidenza che la descrizione dell’immobile dovrebbe essere fatta di circa 250 parole, il che significa che hai tutto lo spazio necessario per esporre le principali caratteristiche della casa, senza però soffermarti su aspetti soggettivi.

Un esempio? Non parlare di quanto sia carino e adorabile il giardino di una proprietà, ma piuttosto metti in evidenza che, per esempio, in giardino c’è un’area adibita a barbecue.

Ricordati di mettere in evidenza le caratteristiche più interessanti: grazie alla definizione delle buyer personas sai già cosa cercano i tuoi clienti in una casa, per cui ti consigliamo di esaltare queste peculiarità nella descrizione dell’annuncio immobiliare.

Tuttavia occorre anche menzionare alcune tipologie di dati che vengono richiesti dalla stragrande maggioranza degli utenti e che, per questo motivo, sono considerati parametri molto importanti: indirizzo preciso dell’immobile (ovviamente solo se avete l’esclusiva), mappa, planimetrie e prezzo. Tralasciare questi dati, vorrebbe dire ridurre in maniera significativa la visibilità del tuo annuncio immobiliare.

Infine, ti consigliamo di non utilizzare un linguaggio troppo tecnico, bensì dei termini che anche chi non ha alcuna esperienza nel settore può facilmente comprendere. Ad esempio, nel momento in cui classifichi la tipologia di immobile utilizza termini quali “appartamento” o “villetta”, piuttosto che termini prettamente immobiliari come “duplex semi-mansardato”.

…ma non troppo descrittivo!

I potenziali acquirenti non vogliono leggere interminabili papiri, bensì delle descrizioni brevi ed esaustive. Per cui è importante far sapere loro immediatamente se la casa che trovano nel tuo annuncio ha tutte le caratteristiche che cercano.

Quindi vai diretto al punto: inserisci le principali ragioni per cui una persona vorrebbe vivere li, e dedica qualche parola anche alla descrizione del quartiere e del vicinato.

Parole più o meno efficaci

Zillow, utilizzando dati provenienti dal proprio portale, è riuscito ad estrapolare le parole che hanno maggiore capacità di attrarre potenziali acquirenti. Ecco di seguito alcuni esempi: lussurioso, affascinante, impeccabile, immacolato, panorama, ed altre ancora.

Nel contempo, però, ci sono frasi o parole per cui è provato che non suscitino alcun interesse nel lettore, o che addirittura evochino immagini negative. L’analisi riportata da Marketleader.com evidenzia tra queste parole: condizioni di trasferimento, pulito, motivato, tranquillo, vuoto. Prese singolarmente, queste parole non sono negative, ma messe a confronto con quelle elencate sopra, queste risultano noiose e di certo non risultano evocare sentimenti positivi. Per cui la prossima volta che scrivi un annuncio immobiliare, ricordati semplicemente che ci sono parole con un livello di efficacia maggiore rispetto ad altre.

Stuzzica l’immaginazione delle persone

Scrivi, nell’annuncio immobiliare, frasi che consentano al potenziale acquirente di immaginarsi già all’interno della casa. Per cui, al posto di dire che la proprietà è comprensiva di giardino, puoi dire che la proprietà “possiede un giardino in cui i tuoi figli possono giocare”. Attenzione però, questo trucchetto va utilizzato con moderazione (solo per uno o due spazi della casa), altrimenti risulterà estremamente artificioso.

Pubblicazione sui portali immobiliari

Siamo ora pronti per la pubblicazione online, dunque se inserisci il tuo annuncio immobiliare all’interno di un portale, fai attenzione a non ripeterti. Questi portali immobiliari contengono già spazi appositi in cui inserire, ad esempio, il numero di stanze, il numero di bagni, la metratura, la classe energetica (approfittiamo per ricordarti dell’obbligo di indicare l’indice di prestazione energetica degli immobili negli annunci, pena multe che variano dai 1.000 ai 5.000 euro) e molto altro. Per cui non c’è bisogno di inserire questi dati nella descrizione, in caso contrario ci sarebbe un’inutile ridondanza di informazioni.

 

Fonte: weagentz.com

Le 5 qualità che i clienti cercano in un agente immobiliare

Le 5 qualità che i clienti cercano in un agente immobiliare

Sebbene acquirenti e venditori abbiano maggiori possibilità di accesso alle informazioni sul mercato immobiliare di quanto sia successo prima nella storia, essi hanno ancora bisogno di un professionista immobiliare che contribuisca a guidarli attraverso il processo di vendita, acquisto e affitto. A prescindere di quale metodo usino le persone per trovare l’agente immobiliare a cui poi affideranno la vendita o l’acquisto della propria casa, esse continueranno a lavorare con l’agente che possiede le capacità e le qualità che ritengono più importanti, dalle quali un professionista del settore di certo non può prescindere.

Ma quali competenze e qualità sono più importanti? Secondo noi, quelle che di anno in anno saranno sempre più indispensabili sono comprese in 5 gruppi.

1. Onestà e integrità

Acquirenti e venditori vogliono avere a che fare con qualcuno di cui fidarsi, qualcuno che abbia a cuore gli interessi dei propri clienti. Conoscere il mercato immobiliare della propria zona non è più sufficiente per conquistare la piena fiducia delle persone. Onestà e integrità saranno doti fondamentali per costruire la fiducia dei clienti durante l’intero corso delle operazioni di compravendita, consentendo agli agenti immobiliari di sviluppare un rapporto duraturo con loro.

2. Reputazione

In quanto professionista, la tua reputazione è il tuo biglietto da visita non solo sul territorio nazionale, ma addirittura in tutto il mondo, ora che il web ha abbattuto qualsiasi tipo di barriera o confine. E’ per questo che quando i potenziali clienti si rivolgono a voi, potete essere sicuri che siano consapevoli del livello di servizio che fornite.

Ciò può senza dubbio darvi un vantaggio rispetto a ad agenti immobiliari che sono stati scovati dai clienti attraverso i canali più tradizionali. Tuttavia, assicuratevi che la vostra reputazione rimanga immacolata, continuando a fornire un ottimo servizio ai vostri clienti prima, durante e dopo la vendita.

3. Conoscenze e competenze

Acquirenti e venditori vogliono che il loro agente immobiliare sia in grado di capire precisamente ogni sfaccettatura del mercato immobiliare e che possa renderli partecipi di tutto ciò cui passo passo vanno incontro. Sembra ovvio, non è vero?

Internet potrebbe essere in grado di dare informazioni ai clienti circa il valore della propria casa e suggerimenti per ottenere una pre-approvazione di un eventuale mutuo, ma manca quel tocco personale che può provenire soltanto dall’esperienza di un professionista: conoscenza del mercato, delle quotazioni immobiliari della zona, delle norme catastali e urbanistiche, degli aspetti legali e gli adempimenti da compiere, che si tratti di compravendite o locazioni.

4. Reattività

Nell’era della messaggistica istantanea e degli smartphone, col passare degli anni ci abituiamo sempre più ad avere unarisposta rapida o immediata alle nostre domande e ai nostri problemi. Potrebbe non essere necessario rispondere alle questioni poste dai clienti in pochi secondi, ma è comunque buona regola rispondere entro poche ore o un giorno al massimo, a seconda della situazione.

Anche se sembra solo una frase di circostanza, rispondere semplicemente “Ho ricevuto il suo messaggio. Cercherò di fornirle una risposta nel più breve tempo possibile.” dimostra che vi preoccupate dei vostri clienti e che state lavorando sodo per aiutarli a raggiungere il loro obiettivo.

5. Abilità comunicative

Gli agenti immobiliari dotati di grande capacità di comunicazione non solo fanno sì che le persone intorno a loro si sentano importanti, ma sono anche in grado di comunicare con i loro clienti in base alle loro preferenze.

Ad esempio, i clienti più giovani (i cosiddetti “Millennials”) potrebbero preferire mezzi di comunicazione testuali, mentre i clienti più attempati preferiscono solitamente la classica telefonata. Per saperlo con certezza non ci resta che chiedere direttamente ai clienti le proprie preferenze di contatto, se non abbiamo la possibilità di capirlo in altro modo.

Quando si riesce comunicare bene con le persone, queste amano lavorare con voi e probabilmente vi consiglieranno ai loro familiari e amici.


Volete migliorare le vostre abilità?

Uno dei modi più adatti per migliorare le proprie capacità è di fare pratica in maniera regolare. Mantenerle sempre vive vi permetterà di fornire un servizio di alto livello ai vostri clienti, anche dopo che la transazione è stata chiusa.

Un altro modo per migliorare le vostre abilità è quello di partecipare a seminari e corsi di formazione, con una cadenza piuttosto frequente o comunque almeno una volta all’anno, orientati specificamente ad affinare le vostre abilità, ampliare le conoscenze e darvi i più recenti strumenti e le migliori strategie per lavorare in modo più efficace con i vostri clienti.

Fonte: weagentz.com

Mutui, attenzione alle polizze.

Mutui, attenzione alle polizze.

Costano dal 2% fino a punte che superano il 10-12% dell’importo erogato e continuano ad assicurare alle banche lauti guadagni in provvigioni. Ma i consumatori sono più informati e potrebbe presto aprirsi un mercato più competitivo, con conseguente discesa dei prezzi, grazie alle ultime novità contenute nella legge 4 agosto 2017 (Ddl Concorrenza). Parliamo delle polizze a protezione del mutuo, definite generalmente Cpi (Credit protection insurance), ossia contratti vita, danni, o molto spesso multirischi, volti a garantire la corretta restituzione del prestito in caso eventi come la morte del titolare del finanziamento, invalidità, perdita dell’impiego per i lavoratori dipendenti o infortuni che mettano a repentaglio il reddito degli autonomi.

Diffusione e provvigioni
«La loro diffusione è rimasta stabile negli ultimi anni. Ma c’è più consapevolezza da parte dei clienti, alcuni dei quali addirittura considerano l’offerta assicurativa come criterio con cui scegliere la banca cui affidarsi», ragiona Ivano Cresto, responsabile dell’area mutui dei brand Mutui.it e Facile.it. Per costi ed opacità nelle condizioni queste assicurazioni sono però più volte finite nel mirino dell’Ivass, che in passato ha anche condannato i premi eccessivi, spinti da provvigioni per la rete distributiva che potevano toccare l’80%. Provvigioni che oggi, comunque, restano sostanziose e si portano via tra il 25% e il 50% del premio.

Prezzo variabile
Qual è il prezzo corretto di una polizza Cpi? Le offerte migliori partono da circa il 2% dell’importo erogato per una semplice protezione vita (la più diffusa, il 56,7% del totale secondo l’Ivass) salendo intorno al 6-7% per un pacchetto di protezione completo (benché sul mercato siano commercializzate offerte che costano quasi il doppio, con casi in cui a meno garanzie, almeno sulla carta, corrispondo prezzi più alti).

Polizze collettive e individuali
Poi occorre conoscere alcune definizioni. Oltre il 90% del mercato è fatto da polizze “collettive”, opposte alle “individuali”. Sono polizze standard, basate su ampi accordi fra istituto di credito e partner assicurativo, uguali per tutti i clienti. «Nel contratto, il contraente non è il mutuatario ma quasi sempre è il broker assicurativo cui si appoggia la banca. Il vantaggio è che in questo modo gli istituti spalmano il rischio su migliaia di beneficiari e riescono a offrire prodotti più vantaggiosi e accessibili. Nel caso morte, per esempio, la polizza collettiva ha lo stesso costo a prescindere dall’età dell’intestatario, mentre in un accordo individuale il premio sale sensibilmente con l’aumentare dell’età», spiega ancora Cresto.

Attenzione, poi, a esclusioni e casi specifici. Sempre nel “caso morte”, verificare che sia incluso non solo il decesso per infortunio, ma anche quello conseguente a malattia, benché questa protezione costerà un po’ di più. Per la perdita di impiego, cercare un prodotto che conceda la durata massima di sostegno, che di solito si ferma a 12 mensilità ma in alcuni casi può arrivare a 24 o 36 mesi. In generale, sia come costo sia come ottica assicurativa, è meglio mettere in conto ogni eventualità e optare per un pacchetto completo di garanzie.

Eccezioni da valutare
Ma ci sono eccezioni in cui è meglio ragionare su singole garanzie.«Prendiamo un capofamiglia che abbia già una propria polizza vita in corso quando accende un mutuo. Può chiedere di inserire la banca fra i beneficiari invece che sottoscrivere un prodotto fotocopia», dice Franzi di Aiba. E non è raro il caso di due coniugi entrambi intestatari del mutuo. «Se questi hanno condizioni lavorative diverse, ad esempio il primo è dipendente privato, il secondo pubblico, si potrebbe “giocare” associando la perdita di impiego solo al primo e l’invalidità al secondo, valutando anche se assicurare per un importo maggiore colui che ha un reddito più consistente», aggiunge Cresto.

La legge sulla concorrenza
Il Ddl concorrenza approvato dal Parlamento prima delle vacanze estive (legge 4 agosto 2017, n. 124, comma 135 ) ha fissato alcuni punti che vanno nella direzione di rendere più trasparente il mercato delle polizze abbinate ai mutui. Ma restano alcune zone d’ombra. In primo luogo, viene sancito il principio che il consumatore sia libero di scegliersi sul mercato l’assicurazione, sia vita sia danni, e questa deve essere accettata dall’istituto di credito. Una condizione che dovrebbe aprire il mercato a prodotti meno cari e facilmente confrontabili tra loro. Infatti la legge obbliga la banca ad accettare la polizza del cliente, purché il contratto rispetti una serie di contenuti minimi.

Nei prossimi mesi, Abi, Ania e Ivass dovrebbero essere chiamate a definire un elenco di caratteristiche standard dei contratti. Naturalmente, però, può essere anche la banca a proporre una polizza, dietro sollecitazione propria o del consumatore. E in questo caso, il legislatore e l’autorità di vigilanza dovranno chiarire se resti ancora valida l’indicazione del Decreto Salva Italia del 2012, che si limitava peraltro alle polizze vita, e che imponeva alle banche di fornire due preventivi extra gruppo, insieme alla polizza “di casa”.

Fonte: Ilsole24ore.com

Mercato immobiliare in ripresa

Mercato immobiliare in ripresa

Si consolida la crescita del mercato immobiliare residenziale nel primo semestre 2017. Lo rileva l’analisi dell’Ufficio Studi Gabetti sui primi sei mesi dell’anno. «Elementi fondamentali – si spiega in una nota – sono stati:l’incremento del numero di transazioni e la riduzione dei tempi medi di vendita, in un contesto di prezzi che hanno avuto solo lievi variazioni». A livello nazionale, secondo l’analisi, nel primo semestre del 2017 le transazioni residenziali sono state 267.506, +6% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Tutte le macro aree hanno riscontrato una variazione positiva: +6,4% il Nord, +5,5% il Centro e +5,3% il Sud.

Nel complesso i capoluoghi presentano una variazione del +5,3%, mentre i non capoluoghi del +6,3%. La variazione positiva maggiore si è rilevata nei non capoluoghi del Nord (+7,2%), seguiti dal Centro (+6,7%). Guardando alle otto maggiori città italiane, complessivamente si sono registrate 49.637 transazioni, +7,3% rispetto allo stesso periodo del 2016. Contestualmente le restanti province hanno registrato una variazione del +5,8%. A livello semestrale, Palermo presenta la crescita maggiore (+14,6%), seguito da Napoli (+9,5%) e Milano (+8,3%).

A livello di prezzi, il 1° semestre del 2017 ha visto una variazione media intorno al -0,7%, ma è opportuno fare delle distinzioni: Milano (+0,9%), Bologna (+0,5%), Napoli (+0,4%) e Firenze (+0,1%) hanno visto un’inversione di tendenza, registrando variazioni di segno positivo, seppure lieve. Roma (-0,4%), Torino (-1,2%), Palermo (-2,2%) e Genova (-3,5%) hanno registrato ancora cali delle quotazioni.I dati Banca d’Italia relativi ai finanziamenti per l’acquisto di abitazioni a di famiglie consumatrici hanno segnalato per il primo trimestre 2017 una variazione positiva. In particolare l’erogato è stato di 12,3 miliardi nel primo trimestre, +11,5% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Fonte: ilmattino.it

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